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	<description>Solo un altro blog EdizioniBE</description>
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		<title>Le foto delle Olimpiadi di Londra 2012 saranno in 3D</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 10:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Minieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[Getty Images]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi Londra 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Getty Images, l’agenzia fotografica ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale, seguirà le prossime Olimpici con delle speciali attrezzature in grado di realizzare immagini in 3D. Gli organizzatori delle Giochi Olimpici di Londra stupiscono ancora. Quelle che già sono state battezzate come le più eco-compatibili Olimpiadi della storia moderna non passeranno di certo inosservate anche per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-468" src="http://beinlondra.it/files/2011/09/london-2012-logoblink-selection.gif" alt="" width="405" height="459" /></p>
<p><em><strong>Getty Images, l’agenzia fotografica ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale, seguirà le prossime Olimpici con delle speciali attrezzature in grado di realizzare immagini in 3D.</strong></em></p>
<p>Gli organizzatori delle <strong>Giochi Olimpici di Londra</strong> stupiscono ancora. Quelle che già sono state battezzate come le più <strong>eco-compatibili</strong> Olimpiadi della storia moderna non passeranno di certo inosservate anche per la <strong>tecnologia</strong> che sarà utilizzata dai<strong> fotografi ufficiali dell’evento.</strong></p>
<p><span id="more-465"></span></p>
<p>Il team della <strong>Getty Images</strong> aveva già sperimentato la fotografia 3D al matrimonio dell’anno, le nozze reali di <strong>William e Kate</strong> dello scorso aprile. L’azienda, che sarà affiancata dai <strong>migliori fotografi specializzati,</strong> è convinta che questa tecnologia aggiungerà all’evento, insieme alla <strong>terza dimensione, un punto di vista ed un’esperienza assolutamente inedita.</strong></p>
<p>Sia le immagini che le fotografie saranno in 3D e<strong> documenteranno tutti gli aspetti dei Giochi di Londra 2012.</strong> Il tutto sarà disponibile in tempo reale, grazie alle<strong> più moderne tecnologie di trasmissione</strong>, su un sito internet dedicato<strong> www.gettyimages.com/olympics.</strong></p>
<p>“I fotografi di Getty Images coglieranno l&#8217;essenza di <strong>ogni emozione e di ogni azione</strong> dandoci la possibilità di offrire ai clienti la più ampia gamma di scatti, così da poter soddisfare le più diverse esigenze. L&#8217;offerta 3D non fa che confermare il nostro impegno a proporre <strong>contenuti innovativi e all&#8217;avanguardia</strong>”, ha commentato<strong> Jonathan Klein</strong>, co-fondatore e Chief Executive Officer di Getty Images. “I Giochi Olimpici sono<strong> l&#8217;evento sportivo più atteso del mondo</strong>, in grado di imprimersi indelebilmente nella memoria di ognuno grazie ad una <strong>storia ricca di immagini</strong>. Getty Images farà in modo che anche Londra 2012 rimanga presente nell’immaginario collettivo”.</p>
<p><strong>Il team è alla sua tredicesima partecipazione alle Olimpiadi</strong>, come agenzia fotografica ufficiale (in precedenza come <strong>Allsport’s</strong>). Una squadra di fotografi famosi e soprattutto specializzati nel catturare le immagini sia dei Giochi Olimpici che di<strong> eventi sportivi di rilevanza nazionale ed internazionale</strong>. Sessanta fotografi lavoreranno senza sosta per realizzare 30.000 scatti, un numero da record.</p>
<p>Fonte immagine: logoblink.com</p>
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		<title>Per la sua terza edizione l’Ecopink si trasferisce da Milano a Londra</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 18:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Minieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Shopping In London]]></category>
		<category><![CDATA[ecopink]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Hub King's Cross]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[L’esposizione si terrà il 24 e 25 Settembre presso il The Hub King’s Cross Viste le prime due fortunatissime edizioni milanesi quest’anno l’Ecopink, la vetrina della creatività eco-sostenibile declinata al rosa, l’evento che unisce design, moda e spirito ambientalista, si veste di internazionalità e fa tappa a Londra. Una conferma per Linda Schailon, designer ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-462" src="http://beinlondra.it/files/2011/09/ecopink-evento-londra.jpg" alt="" width="400" height="348" /></p>
<p><em><strong>L’esposizione si terrà il 24 e 25 Settembre presso il The Hub King’s Cross</strong></em></p>
<p><strong>Viste le prime due fortunatissime edizioni milanesi</strong> quest’anno l’Ecopink, <strong>la vetrina della creatività eco-sostenibile declinata al rosa</strong>, l’evento che unisce <strong>design, moda e spirito ambientalista</strong>, si veste di internazionalità e fa tappa a <strong>Londra.</strong></p>
<p><span id="more-461"></span></p>
<p>Una conferma per <strong>Linda Schailon</strong>, designer ed artista alla quale si deve <strong>l’ideazione e l’organizzazione</strong> di questo evento esclusivo. Per lei quest’anno ci sarà anche un <strong>aumento esponenziale della visibilità</strong> della manifestazione grazie alla prestigiosa location scelta per l&#8217;occasione, <strong>“The Hub King’s Cross”</strong>, una galleria da sempre attenta sostenitrice dei progetti che riguardano la <strong>salvaguardia dell’ambiente</strong>. Lo stesso spirito che guida il concept dell’esposizione fin dalla prima edizione, da sempre<strong> incentrata sulla riqualificazione dei rifiuti plastici, cartacei, elettronici e tessili e sulla sensibilità e la creatività femminile.</strong></p>
<p>Grazie alla<strong> partnerschip del London Design Festival</strong> il progetto guarda all’Europa e pensa in grande con la <strong>creazione di un canale espositivo e di vendita di livello internazionale</strong>, realizzato con la collaborazione del marchio inglese <strong>&#8220;e-side&#8221;</strong>, rinomata vetrina dell’eco-commerce.</p>
<p>Le protagoniste assolute saranno <strong>venti donne, venti designers ed artiste che con materiali e tecniche diverse hanno dato corpo e vita al loro spirito del riciclo</strong> e del riuso. Sono Alessandra Fiordaliso, Caterina Crepax, CeeBee, Claudia Mazzitelli, Clelia Martino, Cynthia Korzekwa, Dalaleo, Ester Motta, E-vasiva, Hannah Ricci, Maria Westerberg, Miciovinicio, Monica Auriemma, Nicoletta Cicalò, Renfang Hu, Riciclart-I’, Roberta Amurri, Sabrina Locatelli, Sarah Turner e Silvia Beccaria.</p>
<p>L’obiettivo del progetto è “convogliare tutte le sinergie delle donne in un unico ‘contenitore’ in cui la loro spiccata sensibilità si trasformi in<strong> nuove forme di design sostenibile</strong>” ha spiegato  Linda Schailon.</p>
<p>Fonte immagine: designmag.it</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Matteo Massagrande in mostra all’Albemarle Gallery di Londra</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 13:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Minieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[In Giro per Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Albemarle Gallery]]></category>
		<category><![CDATA[Edward Lucie-Smith]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Massagrande]]></category>
		<category><![CDATA[May Fair]]></category>

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		<description><![CDATA[I famosi interni dell’artista padovano saranno esposti dal 9 al 30 Settembre. Alla Albemarle Gallery, nel cuore dell’esclusivo quartiere di May Fair a Londra, da venerdì 9 e per tutto il mese di Settembre, sarà possibile visionare un’ampia rassegna di opere dell’artista italiano Matteo Massagrande. La galleria ha scelto di esporre le opere di Massagrande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-457" src="http://beinlondra.it/files/2011/09/galleriastefanoforni2.jpg" alt="" width="540" height="360" /></p>
<p><strong><em>I famosi interni dell’artista padovano saranno esposti dal 9 al 30 Settembre.</em></strong></p>
<p>Alla <strong>Albemarle Gallery</strong>, nel cuore dell’esclusivo quartiere di May Fair a Londra, <strong>da venerdì 9 e per tutto il mese di Settembre</strong>, sarà possibile visionare un’ampia rassegna di opere dell’artista italiano<strong> Matteo Massagrande</strong>.</p>
<p><span id="more-454"></span><br />
<strong>La galleria</strong> ha scelto di esporre le opere di Massagrande che ritraggono interni: <strong>ambienti del passato</strong>, apparentemente privati, nei quali la precedente presenza umana è deducibile solo da<strong> testimonianze residuali</strong>. Scorci di spazi urbani abbandonati, sempre <strong>sottolineati e raffigurati attraverso l&#8217;uso della luce</strong>.</p>
<p>La mostra londinese è una ulteriore testimonianza dell’importanza ricoperta dall’artista e <strong>va ad aggiungersi alle numerose ed importati monografiche allestite sia all&#8217;estero che in Italia.</strong> Tra esse quelle storiche a <strong>Palo Alto</strong> e alla Brookings Gallery di <strong>San Francisco</strong> e le recenti alla Sala Pares di <strong>Barcellona</strong> e alla Galleria de Arte Gaudì di <strong>Madrid</strong>.</p>
<p>Durante la presentazione della mostra, <strong>Edward Lucie-Smith</strong>, ha dichiarato: &#8220;<strong>Gli interni desolati</strong> di Matteo Massagrande danno prova di un talento straordinario. In un tempo in cui molti dei più <strong>raffinati processi di pittura</strong> si stanno perdendo, probabilmente per sempre, le sue opere mostrano un <strong>abbagliante raffinatezza tecnica</strong> che chiaramente deriva da un profondo studio dei maestri antichi. Forse, soprattutto, di <strong>Vermeer</strong>, visto il modo in cui la tecnica s&#8217;intreccia a una sensibilità estremamente ricercata per gli<strong> effetti di luce</strong>”.</p>
<p><strong>L’inaugurazione è fissata per domani, venerdì 9 Settembre.</strong> La mostra allestita dalla Albemarle Gallery, al numero <strong>49 di Albemarle Street</strong>, potrà essere visitata <strong>dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 18:00 ed il sabato dalle 10:00 alle 16:00.</strong></p>
<p>Fonte immagine: emilarte.it</p>
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		<title>A Londra le prime 24 free school. Piani di studio scelti da insegnanti, genitori e studenti</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 14:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Minieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Big Society]]></category>
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		<description><![CDATA[La capitale inglese sperimenta le scuole “free”, libere dai curriculum di studi imposti dal Ministero dell’Istruzione. Per l’anno scolastico ormai alle porte la Gran Bretagna sperimenta, in 24 istituti, l’autonomia dei piani di studi, la cui definizione è affidata a presidi, insegnanti, genitori e in parte anche agli allievi. Il progetto, sovvenzionato da fondi pubblici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-449" src="http://beinlondra.it/files/2011/09/cameron_scuola_ingleseR400.jpg" alt="" width="400" height="267" /></p>
<p><em><strong>La capitale inglese sperimenta le scuole “free”, libere dai curriculum di studi imposti dal Ministero dell’Istruzione.</strong></em></p>
<p>Per l’anno scolastico ormai alle porte la <strong>Gran Bretagna</strong> sperimenta, in 24 istituti, l<strong>’autonomia dei piani di studi</strong>, <strong>la cui definizione è affidata a presidi, insegnanti, genitori e in parte anche agli allievi.</strong> Il progetto, <strong>sovvenzionato da fondi pubblici</strong>, per il prossimo anno scolastico potrebbe essere esteso ad altri 323 istituti.</p>
<p><span id="more-448"></span></p>
<p>Un modello di scuola che cerca di rispondere alla <strong>sempre più variegata domanda di formazione</strong> e che nasce da un’idea del governo conservatore di <strong>David Cameron</strong>. Il progetto, inserito all’interno del programma politico, ha come obbiettivo quello di dare <strong>più autonomia ai cittadini nell’organizzazione della propria vita sociale</strong>. Una formula, conosciuta come “Big Society” (Grande Società), <strong>da molti visto come volontariato mascherato da individualismo</strong>, che sembra però avere tutti gli elementi di una manovra in grado di ridurre la <strong>spesa pubblica</strong>.</p>
<p>Fra i non favorevoli all’iniziativa <strong>Mary Bousted</strong>, segretario generale dell’<strong>Associazione Insegnanti</strong> Atl, che ha dichiarato “nel complesso il sistema delle scuole libere è totalmente <strong>non democratico</strong> e porta via considerevoli fondi pubblici a detrimento di chi ne avrebbe più bisogno”. I <strong>contrari</strong> all’iniziativa affermano che basterebbe una buona scuola statale per tutti. <strong>L’opinione pubblica</strong> appare invece spaccata in due. Secondo quanto emerso da un sondaggio del <strong>Sunday Times</strong>: il <strong>35%</strong> degli intervistati è favorevole all’iniziativa; il <strong>38%</strong> è contrario; il restante 27% sono incerti.</p>
<p>Altro importante obbiettivo delle free school è <strong>ridurre la disparità sociale e l’enorme divario esistente fra la qualità della scuola pubblica rispetto a quella privata.</strong> Infatti in Inghilterra solo il 7% dei cittadini può permettersi un’istruzione privata per i propri figli, istruzione privata che permette, nella maggior parte dei casi, di accedere ai <strong>lavori meglio retribuiti</strong>. Peccato che, secondo un’indagine svolta dal “<strong>Guardian</strong>”, i 23 istituti prescelti per il progetto free school siano per lo più situati<strong> in quartieri della classe media</strong>. Da qui le accuse al governo conservatore di aver fatto un favore ai propri elettori.</p>
<p>Fonte immagine: ilsussidiario.net</p>
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		<title>Londra vs New York, la capitale inglese è la città più fashion del mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 22:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Minieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[capitale fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Global Language Monitor]]></category>
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		<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Il London Style batte quello della Grande Mela Secondo una speciale classifica, stilata da un analizzatore di trend made in Texas, il Global Language Monitor, Londra è il centro del mondo del glamour. L’eco del royal wedding, evento mediatico e modaiolo del 2011, il debutto della Principessa Catherine, meglio conosciuta come Kate, ed il suicidio dello stilista Alexader [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-444" src="http://beinlondra.it/files/2011/08/splashsfinal070326_560.jpg" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p><em><strong>Il London Style batte quello della Grande Mela</strong></em></p>
<p>Secondo una speciale classifica, stilata da un <strong>analizzatore di trend made in Texas, il Global Language Monitor, Londra è il centro del mondo del glamour</strong>.</p>
<p><span id="more-443"></span></p>
<p>L’eco del <strong>royal wedding, evento mediatico e modaiolo del 2011,</strong> il debutto della <strong>Principessa Catherine</strong>, meglio conosciuta come <strong>Kate</strong>, ed il suicidio dello stilista <strong>Alexader McQueen</strong> sono stati, molto probabilmente, i principali motori del sorpasso. E se fosse “merito” del momento difficile che gli <strong>Stati Uniti d’America</strong> attraversano in altri campi? Fatto sta che lo scettro di <strong>capitale del fashion – system</strong> si trasferisce da New York a Londra.</p>
<p>&#8220;Abbiamo notato come i media abbiano un impatto incredibile sul<strong> ranking globale</strong> (ndr. il criterio di ricercabilità su Internet) e la vittoria è nettamente di Londra&#8221; ha dichiarato<strong> Bekka Payack</strong> del Global Language Monitor. Ma quella degli Stati Uniti non è una disfatta, essendo ben due le sue città presenti in classifica. Infatti<strong> conferma il suo quinto posto, </strong>rispetto allo scorso anno, <strong>Los Angeles</strong>.</p>
<p>A completare il podio c’è <strong>Parigi,</strong> che supera di una posizione <strong>Milano</strong>. Più che positiva la “prestazione” della capitale della <strong>moda made in Italy</strong>, balzata <strong>dal sesto al quarto posto</strong>, che mette nel mirino Paris, sua storica rivale. Molto meno positivo il bilancio per <strong>Hong Kong che, scalzata dal podio,</strong> slitta <strong>dalla seconda alla sesta piazza</strong>, nonostante resti fondamentale il suo ruolo in ambito fashion nel far east. Decisamente meglio altri due capisaldi asiatici: <strong>Tokyo,</strong> che entra in top ten dopo un anno al 14esimo posto; e <strong>Singapore</strong> che spiazza tutti con un balzo felino che la porta <strong>del quindicesimo all’ ottavo posto</strong>.</p>
<p><strong>A completare la top ten ci sono Barcellona</strong> e <strong>Berlino. </strong>Anche la<strong> superiorità numerica è dunque assegnata al Vecchio Continente </strong>ma ahimè per noi, cha sia Londra o New York, almeno nei trend virtuali <strong>la “moda” ha il sapore anglofono del &#8220;fashion&#8221;.</strong></p>
<p>Fonte immagine: nymag.com</p>
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		<title>Un orchestra sinfonica per festeggiare il 25° anniversario di The Legend of Zelda, serie di videogiochi Nintendo</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 11:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Minieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[legend of zelda]]></category>
		<category><![CDATA[nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[orchestra sinfonica]]></category>

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		<description><![CDATA[  L’unica tappa europea dell’esclusivo concerto si terrà a Londra il 25 Ottobre. La serie di videogiochi intitolata “The Legend of Zolda” compie 25 anni e Nintendo ha deciso di festeggiare questo  anniversario ospitando, presso l’HMV Hammersmith Apollo di Londra, l’unica tappa europea del Concerto Sinfonico. Oltre alle musiche tratte dall’iconica serie saranno eseguiti alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <img class="alignnone size-full wp-image-438" src="http://beinlondra.it/files/2011/08/nintendo.jpg" alt="" width="500" height="280" /></strong></p>
<p><em><strong>L’unica tappa europea dell’esclusivo concerto si terrà a Londra il 25 Ottobre.</strong></em></p>
<p>La serie di videogiochi intitolata<strong> “The Legend of Zolda” compie 25 anni</strong> e Nintendo ha deciso di festeggiare questo  anniversario ospitando, presso l<strong>’HMV Hammersmith Apollo di Londra</strong>, l’unica tappa europea del Concerto Sinfonico.</p>
<p><span id="more-437"></span></p>
<p>Oltre alle musiche tratte dall’iconica serie saranno eseguiti alcuni <strong>brani selezionati da Koji Kondo</strong>, compositore e musicista giapponese che da oltre un ventennio collabora con<strong> Nintendo</strong>. I pezzi eseguiti ripercorreranno i ben 25 anni di storia della serie, <strong>alcuni rivisitati e con nuovi arrangiamenti</strong>, ed all’<strong>orchestra composta da settante elementi</strong> sarà affiancato un coro.</p>
<p>Non è un caso che Nintendo abbia deciso di puntare sulla <strong>colonna sonora</strong> di questa serie di videogiochi per festeggiarne l’anniversario. Infatti lo stesso <strong>Laurent Fischer, Direttore Marketing &amp; PR di Nintendo of Europe</strong>, ha confermato che: “La serie The Legend of Zelda è rinomata per la sua bellissima musica”. L’azienda celebra dunque la serie <strong>con e sulle note</strong> della sua indimenticabile soundtrack, <strong>un&#8217; esperienza unica ed esclusiva</strong> che, dichiara Laurent Fischer,  “<strong>permetterà ai fan di tutta Europa di ritrovarsi</strong> e dimostrare il loro amore per tutto ciò che riguarda Zelda”.</p>
<p>Sempre per celebrare i 25 anni della serie<strong> Nintendo ha lanciato una versione completamente rimasterizzata del videogioco originale, “The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D”, per console Nintendo 3DS</strong>, che si differenzia dall’originale per la grafica 3D ed il sistema di controllo completamente riprogettato. <strong>Per le console Nintendo Wii</strong> arriverà invece “The Legend of Zelda: Skyward Sword”.</p>
<p>Tornando al concerto,<strong> i biglietti saranno disponibili da lunedì 8 agosto 2011</strong> ed avranno un prezzo che partirà da 33.75 sterline, <strong>acquistabili sui siti</strong> www.ticketmaster.co.uk e www.zelda-symphony.com</p>
<p>Fonte immagine: lussuosissimo.com</p>
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		<title>Alfa Romeo lancia la sua Mito sul mercato inglese</title>
		<link>http://beinlondra.it/431/alfa-romeo-lancia-la-sua-mito-sul-mercato-inglese/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 12:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Minieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[In Giro per Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Alfa Romeo Mito]]></category>
		<category><![CDATA[congestion charge]]></category>
		<category><![CDATA[Covent Garden]]></category>
		<category><![CDATA[Louise Dear]]></category>

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		<description><![CDATA[Per l’occasione è stata realizzata, dalla pittrice Louise Dear, una livrea unica esposta alla Castle Galleries di Covent Garden. “Because I Can” è il nome del dipinto realizzato sulla carrozzeria della nuova Alfa Romeo Mito. Attualmente è esposta a Covent Garden ma sarà a Birmingham dal 28 luglio al 31 luglio, e poi a Norwich ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-432" src="http://beinlondra.it/files/2011/07/Alfa-MiTo-150711-1024x812.jpg" alt="" width="553" height="438" /></p>
<p><em><strong>Per l’occasione è stata realizzata, dalla pittrice Louise Dear, una livrea unica esposta alla Castle Galleries di Covent Garden.</strong></em></p>
<p><strong>“Because I Can”</strong> è il nome del dipinto realizzato sulla carrozzeria della nuova <strong>Alfa Romeo Mito</strong>. Attualmente è esposta a <strong>Covent Garden</strong> ma sarà <strong>a Birmingham dal 28 luglio al 31 luglio, e poi a Norwich ed a Cardiff ad agosto</strong>.</p>
<p><span id="more-431"></span></p>
<p>Il modello esposto è dotato di un<strong> motore</strong> <strong>1.3 JTDm-2</strong> <strong>da 85 cavalli</strong>. La scelta non è casuale. Infatti i consumi di carburante si attestano sui <strong>3.6 litri per percorrere 100 Km con emissioni di CO2 pari a 95 g/km. Questa caratteristica permette agli acquirenti Londinesi di non pagare la congestion charge</strong>, ovvero la salatissima tassa per l’ingresso in città vigente per le vetture che inquinano eccessivamente.<strong> Un cuore sportivo che non rinuncia al rispetto per l’ambiente.</strong></p>
<p>Ed è proprio all’ecologia che si richiama il dipinto di Louise Dear. <strong>Un po’ hippy un po’ decò</strong>, coi colori stesi sulla carrozzeria in più strati, a raffigurare motivi floreali che fanno pensare alla gioia di vivere ed alla natura, <strong>simboli legati al tema ecologico che si fondono a stilemi tipici del brand di Arese</strong>. La pittrice ha dichiarato di essersi ispirata alla figlia diciassettenne, nelle sue intenzioni era trasmettere <strong>gioia di vivere e la bellezza della natura</strong>, il tutto dedicato ai giovani che hanno come obbiettivo il successo. “Con questa mia creazione<strong> volevo catturare tutta la classe e l&#8217;eleganza del marchio Alfa Romeo, combinando ad esse tutta la freschezza e la gioia della MiTo</strong>” afferma l’artista.</p>
<p>Intanto la Mito si conferma una<strong> sportiva compatta</strong>, adatta proprio per la città, che <strong>riesce ancora a colpire l&#8217;animo dei giovani</strong> e contemporaneamente abbina al <strong>confort di guida</strong> la sensibilità per il rispetto dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Fonte immagine: storiediautomobili.blogspot.com</p>
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		<title>Leonardo da Vinci: il &#8216;Salvator Mundi&#8217; esposto alla National Gallery</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 19:43:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Minieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo da Vinci]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[National Gallery Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Salvator mundi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il leonardo, ritrovato e restaurato, finalmente visibile alla National Gallery di Londra il prossimo autunno. L’opera del pittore fiorentino è un olio su tavola raffigurante Cristo che con la mano sinistra regge il globo celeste, mentre la destra è ritratta nel gesto della benedizione. Posizionata all’interno della mostra &#8221;Leonardo da Vinci: painter of the Court [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://beinlondra.it/files/2011/07/Londra-sfondi-desktop-gratis-wallpapers-51.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-418" src="http://beinlondra.it/files/2011/07/Londra-sfondi-desktop-gratis-wallpapers-51.jpg" alt="" width="430" height="323" /></a></p>
<p><em><strong>Il leonardo, ritrovato e restaurato, finalmente visibile alla National Gallery di Londra il prossimo autunno.</strong></em></p>
<p><strong>L’opera del pittore fiorentino</strong> è un olio su tavola raffigurante Cristo che con la mano sinistra regge il<strong> globo celeste</strong>, mentre la destra è ritratta nel gesto della benedizione. Posizionata all’interno della<strong> mostra &#8221;Leonardo da Vinci: painter of the Court of Milan&#8221;</strong>, che darà particolare riferimento all&#8217;attività dell&#8217;artista presso la <strong>famiglia Sforza</strong> e che sarà inaugurata il <strong>9 novembre</strong> per poi restare aperta fino al <strong>15 Febbraio 2012</strong>.</p>
<p><span id="more-415"></span>Il dipinto, che misura<strong> 66 centimetri di altezza per 46 di larghezza</strong>, è stato probabilmente <strong>realizzato intorno al 1499</strong>, anno in cui Leonardo ha lasciato <strong>Milano</strong>. Ad oggi appartiene a dei<strong> </strong>collezionisti americani che l&#8217;hanno affidata alla <strong>National Gallery</strong> per il restauro. La rivista <strong>“Artnews”</strong>, la prima a dare la notizia del ritrovamento, ha ipotizzato una valutazione di <strong>200 milioni di dollari.</strong></p>
<p><strong>Il soggetto del dipinto è stato riprodotto, nel corso degli anni</strong>, sia da pittori contemporanei a Leonardo che da artisti successivi. <strong>La presenza di queste copie ne hanno reso complicata l’ identificazione. Nicholas Penny</strong>, direttore della National Gallery di Londra, e <strong>Luke Syson</strong>, curatore della mostra su Leonardo, hanno invitato quattro studiosi per valutarlo: <strong>Carmen C. Bambach</strong>, curatore di disegni e dipinti presso il <strong>Metropolitan Museum</strong>; gli studiosi milanesi <strong>Pietro Marani e Maria Teresa Fiorio</strong>, autori di numerosi libri su Leonardo e sul Rinascimento; <strong>Martin Kemp</strong>, professore di storia dell&#8217;arte a <strong>Oxford</strong> che da oltre quaranta anni svolge studi su Leonardo. <strong>L&#8217;accettazione è stata generale.</strong></p>
<p><strong>Pietro Marani</strong> che ha dichiarato «Ho visto l&#8217;opera l&#8217;anno scorso alla National Gallery. <strong>Prima del restauro era conciata male</strong>, coperta da pitture antiche. La si credeva di bottega, perché erano stati aggiunti barba e baffi che modificavano il viso del Cristo rispetto all&#8217;incisione di Hollar, che era una immagine identica all&#8217;originale. Ma<strong> durante il restauro è emersa la qualità della pittura, i colori meravigliosi, i rossi e gli azzurri del panneggio che ricordano proprio quelli dell&#8217;Ultima Cena</strong>». Marani ha inoltre spiegato che ci sono anche delle<strong> conferme scientifiche</strong> che derivanti dal confronto con i pigmenti utilizzati per la <strong>Vergine delle rocce</strong>, anch’essa restaurata, inoltre «le riflettografie e altre analisi scientifiche mostrano l&#8217;analogia con i disegni preparatori» ha dichiarato sempre Marani.</p>
<p>Fonte immagine: sfondi-pc.com</p>
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		<title>Uno stadio nuovo…  tutto riciclato</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 18:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Minieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[eco-compatibile]]></category>
		<category><![CDATA[London Olympics Basketball Stadium]]></category>
		<category><![CDATA[materiali riciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi Londra 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[È il London Olympics Basketball Stadium ovvero la Basket Arena di Londra, costruita proprio in occasione delle Olimpiadi del 2012, la struttura costruita per lo più con materiali riciclati. Continua la corsa della capitale inglese verso le Olimpiadi, una corsa nella quale il risparmio energetico e l’eco-compatibilità sembrano essere i temi centrali, insieme agli sport [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-409" src="http://beinlondra.it/files/2011/07/Basketball_Arena_2012_Olympics.jpg" alt="" width="540" height="226" /></p>
<p><em><strong>È il London Olympics Basketball Stadium ovvero la Basket Arena di Londra, costruita proprio in occasione delle Olimpiadi del 2012, la struttura costruita per lo più con materiali riciclati.</strong></em></p>
<p>Continua la corsa della capitale inglese verso le <strong>Olimpiadi</strong>, una corsa nella quale il <strong>risparmio energetico e l’eco-compatibilità</strong> sembrano essere i temi centrali, insieme agli sport olimpici.</p>
<p><span id="more-407"></span></p>
<p>Temi assolutamente centrali anche per il progettato del <strong>nuovo stadio di basket, il London Olympics Basketball Stadium</strong>. L’impianto è stato costruito in buona parte con <strong>materiali riciclati</strong> ma ciò che lo rende ancora più green è la possibilità di smontarlo, al termine delle manifestazioni, per poi <strong>rimontarlo altrove</strong>.</p>
<p><strong>In controtendenza</strong> con la cementificazione e la speculazione, operate attraverso opere mastodontiche che caratterizzano le <strong>Olimpiadi</strong> così come la maggior parte delle<strong> manifestazioni dalla portata internazionale</strong>, ecco una struttura fatta di materiali riciclati e <strong>dal futuro “riciclabile”</strong>. Londra vuole far meglio di <strong>Pechino</strong> che in occasione delle olimpiadi del 2008 ha visto sorgere <strong>opere faraoniche</strong> ad oggi poco utilizzate e quindi poco utili alla città nel <strong>post giochi.</strong></p>
<p>Per questo <strong>stadio a basso costo e smontabile</strong> non ci saranno problemi di questo genere. Infatti il London Olympics Basketball Stadium, <strong>se superfluo per la Londra post giochi olimpici</strong>, <strong>sarà trasferito in Scozia o in Galles</strong>. La struttura, terminata poche settimane fa, ha una capacità di <strong>12.000 posti </strong>ed è stato progettato da <strong>Sinclair Knight Merz, Wilkinson Eyre e KSS.</strong></p>
<p>Per la costruzione dello &#8220;scheletro&#8221; ci son volute<strong> 1.000 tonnellate di acciaio</strong>. A completare l’opera la sovrastruttura fatta di materiali riciclati. Più <strong>bassi i costi, minori gli sprechi, un animo bio e la possibilità di riutilizzarla in altri luoghi ed altre occasioni</strong>, quasi impossibile che resti un opera poco utilizzata, decisamente promossa.</p>
<p>Fonte immagine: wikimedia.org</p>
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		<title>Jeff Koons al Royal Academy Summer Show di Londra</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 22:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Minieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[In Giro per Londra]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Jeff Koons]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Academy Summer Show]]></category>

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		<description><![CDATA[Un app a far da guida ai visitatori della mostra La Royal Academy Summer Show è una manifestazione nata nel 1769 con l’obbiettivo di promuovere i giovani talenti della Royal Accademy. Anche quest’anno si terrà l’ormai consueto appuntamento con l’arte contemporanea. Una gigantesca mostra, che sarà possibile visitare dal 7 giugno al 15 agosto 2011, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-395" src="http://beinlondra.it/files/2011/06/IMG_0907.jpg" alt="" width="360" height="270" /></p>
<p><em><strong>Un app a far da guida ai visitatori della mostra</strong></em></p>
<p>La <strong>Royal Academy Summer Show</strong> è una manifestazione <strong>nata nel 1769</strong> con l’obbiettivo di promuovere i giovani talenti della Royal Accademy. Anche quest’anno si terrà l’ormai <strong>consueto appuntamento con l’arte contemporanea.</strong></p>
<p><strong><span id="more-394"></span></strong></p>
<p>Una gigantesca mostra, che sarà possibile visitare <strong>dal 7 giugno al 15 agosto 2011</strong>, <strong>offre ad artisti famosi, emergenti, quotatissimi o anche sconosciuti la possibilità di esporre le proprie opere</strong> nei saloni messi a disposizione, ognuno curato da un diverso curatore.</p>
<p>Le opere esposte quest’anno rappresentano i <strong>vari canali attraverso i quali l’arte figurativa si manifesta: fotografia, scultura, pittura, video e architettura. </strong>La prima opera della mostra è stata realizzata da<strong> Jeff Koons</strong>, membro onorario dell’accademia nel 2010. Si tratta di “<strong>Colouring Book</strong>”, una scultura che è stata posta nel cortile centrale e con la quale l’autore ha cercato di rappresentare l’<strong>ossessione della società contemporanea per il mondo infantile</strong>. Come ormai da tradizione la manifestazione prevede la consegna di <strong>un premio di circa 80.000 all’artista ritenuto più meritevole.</strong></p>
<p>A far da guida ai possessori di supporti a marchio <strong>Apple</strong> invece che la solite guide, cartacee o audio, <strong>un&#8217; applicazione appositamente creata</strong>. Collegandosi all’<strong>App Store</strong> e pagando poco più di una sterlina, si avrà fra le mani una<strong> guida interattiva</strong> con oltre 50 video sulla mostra e la lista completa di tutti gli artisti in esposizione.</p>
<p>Fonte immagine: cassone-art.com</p>
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